Takashi MURAKAMI

Nasce a Tokio nel 1962.Trascorre la sua adolescenza con un interesse smodato verso i manga e le serie televisive sci-fi, in particolare Galaxy Express 999. E’ grazie a questi cult televisivi che Murakami decide di voler diventare “animator” e così nel 1980 s’iscrive all’Università delle Belle Arti di Tokyo. I primi lavori dell’artista sono associati alle teorie del “Neo-Pop” che è la parodia dell’infantilismo nella cultura consumistica giapponese del dopoguerra, che traduce in linguaggio artistico l’illimitato assortimento di cianfrusaglie con cui i giapponesi hanno riempito le loro vite dipendenti dagli Stati Uniti. Inizia perciò a trasformare gli oggetti appartenenti all’immaginario giovanile in opere concettuali rivolte a questioni sensibili come la responsabilità degli adulti, l’americanizzazione della cultura, l’individualità e la società. Nel 1994, grazie a una borsa di studio intraprende il primo di una lunga serie di viaggi nella culla della Pop Art: New York, per esplorare quello che secondo lui è il cuore pulsante dell’arte contemporanea mondiale e anche per scoprire se le sue creazioni potevano avvicinarsi ai “gusti occidentali”. Entra in contatto con opere di artisti affermati quali Jeff Koons e Keith Haring. Fonda la Kaikai Kiki nel 2001, diventando una vera e propria impresa con due sedi, a Tokyo e a New York. I suoi obiettivi comprendono la produzione e la promozione di opere d’arte, il supporto di giovani artisti, l’organizzazione di progetti ed eventi e la produzione di merchandise. Nella Kaikai Kiki il processo di realizzazione delle opere è basato su tecniche di riproduzione in serie attraverso modelli digitali. Murakami esegue gli schizzi a matita che poi vengono passati a computer in grafica vettoriale. Il Superflat fa il suo debutto nel 2000 a Tokyo e progettato per essere presentato in tutto il mondo, che include “A Theory of Super Flat Japanese Art”, un vero e proprio manifesto di Murakami, ed è il primo di una trilogia di esibizioni curate dall’artista. Il manifesto Superflat esprime il concetto di Murakami per cui la sua nuova forma d’arte emergerebbe dalle espressioni creative provenienti dalla cultura popolare giapponese, di fatto da anime, manga, video giochi, fashion e graphic design. Il concetto base della teoria del Superflat è quello dell’appianamento di qualsiasi distinzione e gerarchia. Non offre quindi nessuna identità che sia unica e singolare. Tuttavia la rappresentazione dell’artista distingue e rinforza le differenze tra estetiche giapponesi ed euro-americane, ponendole su due piani distinti. Per Murakami l’identità del Superflat è essenzialmente giapponese, è un’estetica nata in Giappone e distinta dall’arte occidentale. Di certo lui è conosciuto nel mondo dell’arte contemporanea per la sua instancabilità ed ecletticità artistica, ma nel 2013 ha stupito ulteriormente il pubblico, presentando il suo primo film live-action “Jellyfish Eyes”.

Le sue opere d’arte diventano delle vere e proprie icone monumentali della società giapponese, rendendo l’artista uno dei migliori rappresentanti dell’originalità culturale del Giappone contemporaneo.

Flowers for Algernon

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And then, hello

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