Susy CAGLIERO

Susy Cagliero, architetto-artista torinese ama cogliere sensazioni tramite le sue fotografie. Interessata da tempo alle tematiche ambientali le ha sempre rappresentate dal punto di vista del recupero di materiali plastici e ferrosi; partendo dai suoi quadri in resina per arrivare poi a dipingere su reti sovrapposte le sue città immaginarie in tre dimensioni. Città che lei definisce “luoghi comuni” ovvero situazioni che non sono reali, ma rappresentano dei “dejà vu” urbani. Atmosfere dove la presenza dell’uomo si percepisce fortemente anche quando esso non è rappresentato. Spesso è spinta da un’esigenza di “non” riproduzione della realtà. Le piace raccontare sensazioni e vissuti mentali, le sue immagini non sono mai oggettive. Usa quindi la tecnica del mosso creativo, come fosse un impressionismo fotografico che mette a fuoco le emozioni, spesso le sue linee mosse fotografiche ci riportano ai tratti pittorici delle sue tele.
Ama dire che la sua arte consiste nel «dipingere per mezzo della macchina fotografica». Lavori originali e innovativi premiati ed esposti in molti spazi espositivi e museali in Italia e in Europa.
“Per la mia provenienza dal mondo della pittura, ricerco già nello scatto un mosso creativo, che trasmetta un senso pittorico alla scena. In pratica dipingo con la macchina fotografica. Linee che scorrono parallele e compongono l’immagine come fossero pennellate di colore. Dopo lo scatto affronto la parte, non meno importante, di post produzione digitale. In questa fase lavoro sui colori e su molte altre variabili. Poi dilato l’immagine fino a riconoscerne i singoli pixel che la compongono e vado ad intervenire con le modifiche che alle volte sono determinanti per il significato finale dell’opera. A questo punto è come se avessi “ridipinto” fotograficamente e digitalmente l’immagine una seconda volta”.
Più che immagini oggettive mi interessa rappresentare sensazioni e vissuti mentali.

ALCUNE OPERE IN VENDITA DA LEGART:

Il viaggio

Il viaggio

Opera della serie “Non Luoghi”. E’ stata scattata in un ex autodromo abbandonato. La fotografia sembra vibrare grazie ad una estrema abilità tecnica dell’artista. (Cm 60×40).

Labirinti d'attese

Labirinti d’attese

Opera facente parte della serie “Non Luoghi”. Inserisce la figura umana che sembra evanescente all’interno di un contesto surreale. Fotografia premiata a Paratissima 2015 e in mostra nella suggestiva Mauto (Museo dell’automobile di Torino nel 2016).