Keith HARING

Nasce negli Stati Uniti nel 1958. Il padre fumettista gli trasmette sin da bambino una grande passione per il disegno. Si trasferisce poi a New York dove si farà conoscere per i suoi graffiti sui muri della metropolitana; ha subito uno stile riconoscibile e semplice, d’impatto. Mentre studia Visual Art rafforza ancor più le sue grafiche dai contorni neri e stilizzati che emergono per i loro colori forti e decisi. I suoi personaggi sembrano primitivi in una città dalla frenesia contemporanea. Nel fervore artistico degli anni ’80 arriva a breve il suo riconoscimento internazionale. Nel 1986 gli viene commissionato un graffito di trecento metri per il muro di Berlino. Apre un negozio a Soho, Pop Shop; un’intuizione grandiosa dove poter vendere i suoi gadgets, magliette e riproduzioni delle sue stesse creazioni artistiche. La sua arte diventa così accessibile a chiunque.

“L’arte senza un pubblico può essere un’arte di successo? Se il pubblico ha paura dell’arte, noi non dovremmo avere paura di ciò che abbiamo fatto per farlo spaventare?”. (Estratto dai Diari di K. Haring, 14/10/1978, pp. 18-20).

Si ammalò di HIV e morì purtroppo nel 1990, a soli 32 anni.

ALCUNE OPERE IN VENDITA DA LEGART:

Jazz Festival orange

Jazz Festival orange

Nel 1983 realizza una serie di manifesti per il Montreux Jazz Festival, tra i più importanti appuntamenti musicali in Europa. In queste sue opere il personaggio segue lo stile grafico semplice e colorato, rappresentato da una spirale emotiva, come fosse trasportato dalla melodia morbida del jazz. (Cm 70×100).

Senza Titolo

Senza Titolo

Litografia firmata in originale, facente parte del libro del 1983 in collaborazione col gallerista Lucio Amelio e stampata in soli trecento esemplari. (Cm 34×37).

Senza Titolo

Senza Titolo

Litografia firmata in originale, facente parte del libro del 1983 in collaborazione col gallerista Lucio Amelio e stampata in soli trecento esemplari. (Cm 34×37).

“Il miglior motivo per dipingere è che non c’è alcun motivo di dipingere. Mi piacerebbe far finta di non aver mai visto nulla, mai letto nulla, mai sentito nulla…e poi fare qualcosa. Ogni volta che faccio qualcosa penso alle persone che la vedranno e ogni volta che vedo qualcosa penso alla persona che l’ha fatta. Niente è più importante…così ogni cosa è importante”. (Estratto dai Diari di K. Haring, 25/06/1986, p. 116).